venerdì 24 maggio 2013

Gnocchi di borragine (vurranii)


Seguite la ricetta dei  classici gnocchi di patate con la seguente variante:
Aggiungete agli ingredienti una manciata di borragine. Lavare e far bollire la verdura in abbondante acqua calda salata, far raffreddare e aggiungere all'impasto.
Condire con burro e salvia.



Curiosità (Fonte WIKIPEDIA)


La borragine (Borago officinalis, L.) è una pianta erbacea annuale della famiglia delle Boraginaceae.

Origine

La pianta è probabilmente originaria dell'Oriente, ed è diffusa in gran parte dell'Europa e nell'America centrale, dove cresce tuttora in forma spontanea fino ai 1000 m s.l.m.[1]. Viene coltivata in tutte le regioni temperate del globo. Il nome deriva dal latino borra (tessuto di lana ruvida), per la peluria che ricopre le foglie. Altri lo fanno derivare dall'arabo abu araq (= padre del sudore), attraverso il latino medievale borrago, forse per le proprietà sudorifere della pianta.

Descrizione

Pianta erbacea, spesso coltivata come annuale, può raggiungere l'altezza di 80 cm. Ha foglie ovali ellittiche, picciolate, che presentano una ruvida peluria, verdi-scure raccolte a rosetta basale lunghe 10-15 cm e poi di minori dimensioni sullo stelo. I fiori presentano cinque petali, disposti a stella, di colore blu-viola, al centro sono visibili le antere derivanti dall'unione dei 5 stami. I fiori sono sommitali, raccolti in gruppo, penduli in piena fioritura e di breve durata. Hanno lunghi pedicelli. I frutti sono degli acheni che contengono al loro interno diversi semi di piccole dimensioni.

Usi alimentari

Le foglie giovani sono variamente impiegate in cucina.

L'uso tradizionale è allo stato cotto delle foglie, che vengono utilizzate in molti piatti regionali per minestroni, ripieni per ravioli e pansoti in Liguria, torte e frittate. Tipico è il consumo in frittelle dei fiori e delle foglie (passate in pastella e poi fritte). La cottura elimina la peluria che copre le foglie. In moderata quantità le foglie giovani sono state usate crude in insalata e sono usati episodicamente in egual modo anche i fiori.

I fiori azzurri sono usati per colorare e guarnire i piatti e per colorare l'aceto; congelati in cubetti possono costituire decorazione per le bevande estive.

L'uso alimentare allo stato crudo in quantità notevoli è precauzionalmente sconsigliato, per la presenza in tale stato, in alcune fasi vitali della pianta, di composti pirrolizidinici, a presunta attività epatotossica.

Altri usi

È emerso un grande interesse commerciale, a livello internazionale, per l'olio estratto dai semi: l'olio gamma 3 linolenico (GLA; 18:3.OMEGA.6), che ha notevolissimi utilizzi, soprattutto nutrizionali, dietetici, medicinali, cosmetici.

Tale fatto ha prodotto un rinnovato forte interesse per la pianta, essendo evidente la facilità di coltivazione industriale della pianta stessa, e per il fatto che l'unica altra sorgente vegetale agevole per tale olio sono i semi di Oenothera biennis, ma con coltivazione più complessa, e con rese inferiori.

Inoltre, i fiori sono molto ricercati e apprezzati dalle api, in quanto hanno un alto quantitativo di nettare disponibile.

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